''Ritratti di Donna” a Palazzo Pesce: Margherita Rotondi e Vincenzo Cicchelli, un viaggio tra passioni e destini''
La Forza e la Grazia della Donna in Musica
“Ritratti di Donna” a Palazzo Pesce: Margherita Rotondi e Vincenzo Cicchelli, un viaggio tra passioni e destini
Mola di Bari, 21 Novembre 2025
La magia della musica vocale da camera ha trovato la sua cornice ideale nella suggestiva bellezza di Palazzo Pesce a Mola di Bari. L'elegante dimora storica, in Via Van Westerhout, ha ospitato il recital "Ritratti di Donna: gallerie di vite e destini femminili", una serata dedicata alle molteplici sfaccettature dell'animo femminile, interpretate magistralmente dal mezzosoprano Margherita Rotondi e dal pianista Vincenzo Cicchelli.
Il programma, di rara intelligenza e ampiezza stilistica, ha spaziato dal Barocco fino alle arie di Broadway, tessendo un filo narrativo potente: la figura della donna, le sue passioni, i suoi tormenti e la sua indomita forza.
L’Intesa Perfetta e la Profondità Vocale
L’alchimia tra i due artisti è apparsa immediatamente palpabile. Vincenzo Cicchelli, con una preparazione che spazia dalla liederistica al repertorio operistico, ha offerto un accompagnamento al pianoforte non come mero supporto, ma come vero e proprio partner narrativo. La sua lettura, ricca di sfumature dinamiche e mai prevaricatrice, ha esaltato le coloriture vocali.
Margherita Rotondi, mezzosoprano di solida formazione barocca e operistica (come testimonia il suo curriculum che include ruoli da Cherubino a Lola), ha letteralmente dato corpo ai diversi ritratti. La sua voce, calda, duttile e dal timbro scuro, ha saputo passare con credibilità dall’afflato drammatico della romanza tostiana (Sogno) al carattere popolare e struggente di ‘O vico di Pilati.
Particolarmente toccanti sono state le incursioni nel repertorio operistico e straniero: dall’irriverenza sensuale dell’Habanera di Bizet alla dolcezza ipnotica di Cancion de cuna di Montsalvatge (che l'artista porterà presto anche a Berlino). Il finale, un tributo al Novecento leggero e sofisticato con La vie en rose, The man I love e la vivacità di I feel pretty, ha sigillato la serata in un tripudio di gioia e brio.
Certamente. Analizzando il programma e le competenze degli artisti, possiamo evidenziare i brani che presentano le maggiori sfide tecniche, stilistiche e interpretative per un duo mezzosoprano/pianoforte.
Le Sfide Tecniche del Programma
1. Rossini e il Belcanto Drammatico
Un banco di prova cruciale è stata l'aria “Francesca da Rimini” di G. Rossini. Questo brano esige non solo un controllo vocale impeccabile per mantenere la linea melodica rossiniana, ma anche la capacità di Rotondi di infondere il giusto pathos drammatico, sfruttando appieno la tessitura centrale del mezzosoprano. Cicchelli, da parte sua, ha dovuto gestire la trasparenza e l'eleganza virtuosistica della scrittura pianistica, tipica di Rossini, mantenendo una chiarezza cristallina.
2. La Sostanza Liederistica Spagnola
Le “Cinco canciones negras” di Xavier Montsalvatge sono state un picco di virtuosismo interpretativo. Nonostante il programma ne citi solo una (Cancion de cuna), la scelta di questo autore è significativa. Queste canzoni richiedono un'assoluta padronanza del colore vocale e del ritmo, unendo il linguaggio del Jazz e del folklore cubano a una scrittura cameristica moderna. Questo passaggio è un vero tour de force per Rotondi, che deve bilanciare esotismo e raffinatezza, e per Cicchelli, chiamato a esplorare sonorità percussive e ritmicamente complesse.
3. Il Linguaggio Cangiante del Novecento
Il duo ha affrontato con disinvoltura la dicotomia del repertorio del '900:
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L'esecuzione di “Je ne t’aime pas” di Kurt Weill ha richiesto una resa drammatica e un controllo del tono agrodolce, tipico del cabaret berlinese, molto distante dalla tecnica lirica pura.
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L’immediatezza e la precisione ritmica sono state essenziali nelle arie di Gershwin (The man I love) e Bernstein (I feel pretty), dove il passaggio dallo stile operistico al Musical Theater è tecnico e interpretativo. Cicchelli qui ha dimostrato grande elasticità ritmica, elemento fondamentale nell'accompagnamento jazzistico.
La Giustificazione della Perizia
L'intensa attività cameristica di Cicchelli e la specializzazione barocca di Rotondi non sono apparse come note biografiche, ma come fondamento tecnico dell'intera performance. Il controllo dinamico e la chiarezza dell’emissione vocale, unite alla precisione ritmica e armonica del pianista, hanno permesso al programma di fluire senza soluzione di continuità, dimostrando come, dietro la bellezza del canto, vi sia un instancabile lavoro sulla forma e sulla tensione interpretativa.
Il successo della serata non è stato solo emotivo, ma un riconoscimento tangibile della competenza tecnica richiesta per padroneggiare generi così diversi.
Un Evento Completo
Il successo del concerto è stato amplificato dalla cornice offerta da Palazzo Pesce, un luogo che riesce sempre a trasformare un evento musicale in un’esperienza sensoriale completa. L'acustica calda e l'atmosfera raccolta hanno permesso al pubblico di immergersi completamente nelle "gallerie di vite" evocate dagli artisti.
Al termine, i calorosi applausi hanno premiato non solo la tecnica e l'eleganza di Rotondi e Cicchelli, ma anche la loro capacità di rendere la musica vocale da camera accessibile, emozionante e profondamente attuale. Un vero e proprio successo per la stagione di Mola di Bari.
Recensione di Rino Liuzzi
Foto di Raffaella Cimmarusti