''Pensare la Cura, Abitare la Cura'' - A Bari, filosofi, pedagogisti ed educatori a confronto, per due giorni, in una Conferenza Internazionale sulla Cura.
BARI, 25 novembre 2025 - «Pensare la cura, abitare la cura. Fenomenologia dell’incontro: sguardi, esperienze, pratiche»: è questo il titolo della Seconda Conferenza Internazionale in programma giovedì 27 e venerdì 28 novembre 2025 nell’Aula Magna “Aldo Cossu” dell’Ateneo dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. La conferenza è organizzata, tra gli altri, da TFA (Tirocinio Formativo Attivo Sostegno), CIRLaGE (Centro Interuniversitario di Ricerca Laboratorio di Gruppoanalisi ed Epistemologia) e SFI (Società Filosofica Italiana). L’appuntamento scientifico richiama a Bari filosofi, pedagogisti ed educatori non solo italiani. L’obiettivo è far emergere la trama concreta degli incontri nei contesti educativi, formativi, sociopolitici, terapeutici e comunitari in cui la cura si manifesta come pratica incarnata e trasformativa.
Cura delle relazioni giovedì 27 novembre, ore 14 – 19), diversità e inclusione (venerdì 28 novembre, 9 – 13), cura come atto sociale (venerdì 28 novembre, 14.30 – 19) sono i temi principali sui quali si articola il confronto tra studiosi nazionali e internazionali.
Interverranno: Chiara Agnello (Università degli Studi di Palermo), Annalisa Caputo (Università degli Studi di Bari), Piotr Magier (Università Cattolica di Lublino), Calogero Caltagirone (Università LUMSA, Roma), Maria Benedetta Saponaro (Università degli Studi di Bari), Roberto Mancini (Università degli Studi di Macerata), Daniel Ernesto Stigliano (Università di Buenos Aires), Alfonso Javier Garcia Gonzalez (Università di Siviglia), Laura Tafaro (Università degli Studi di Bari), Virgilio Cesarone (Università degli Studi di Chieti-Pescara), Fabiola Falappa (Università degli Studi di Macerata).
Spiega Gabriella De Mita, responsabile scientifica dell’evento: «Dopo che nella prima edizione della Conferenza internazionale abbiamo esplorato la cura come il farsi carico di sé, del mondo e della pace. Il secondo simposio vuole offrire un quadro teorico-pratico nel quale la cura diventa criterio di lettura e di intervento sulle forme del vivere insieme». Vittoria Bosna, responsabile scientifica dell’evento, aggiunge: «La Cura come incontro è declinata nella diversità, nelle disuguaglianze e nelle relazioni. Ed è in grado di operare come pratica trasformativa». Nella due giorni di studi, animati da ricercatori di fama internazionale, la lente d’ingrandimento cade sui «processi di valorizzazione territoriale che mirano alla riduzione della violenza strutturale, alla costruzione di istituzioni inclusive.
Una valorizzazione – chiarisce Rosa Gallelli (responsabile scientifica del Convegno e direttrice del TFA Sostegno Uniba) - finalizzata a promuovere la diversità che rifiuta modelli gerarchici dell’identità e che ripensa le differenze come risorse generative da riconoscere e valorizzare».
a cura di Ufficio Stampa ''Cirlage''