"Natale in casa Cupiello" regia di Salemme al Sistina di Roma fino al 10 marzo 2024
a cura di Carlo Coppola
Dal 15 febbraio fino al 10 marzo 2024 è a Roma la tournée di Natale in Casa Cupiello opera di Eduardo diretta e interpretata dal noto drammaturgo, regista e attore Vincenzo Salemme al Teatro Sistina. Questo teatro è caro a molti italiani perchè da qui venivano messe in onda le trasmissioni di Pippo Baudo o gli spettacoli per la tv di Enrico Montesano, oltre ad essere il tempio della commedia musicale italiana.
Il grande pubblico conosce Natale in Casa Cupiello attraverso le versioni televisive. La più famosa fu trasmessa nel 1977, diretta e interpretata dallo stesso autore Eduardo accompagnato dal figlio Luca De Filippo, da Pupella Maggio e da Lina Sastri. L’opera fu riproposta nel 120° anniversario eduardiano nel dicembre 2020 come primo capitolo della trilogia composta anche da Sabato, domenica e lunedì (2021) e Non ti pago (2021) . In questo modo si cercò di riportare alla ribalta l’autore e la sua opera, facendolo riscoprire anche ai più giovani che finalmente potevano apprezzare che non di commedia sul Natale si trattava ma di una vera e propria tragedia familiare picco borghese. Infatti, Eduardo decretava già nel 1931 - anno della prima messa in scana dell'opera - la crisi strutturale del mondo basato sull’unità e l’indissolubilità familiare.
"Ho conosciuto Eduardo nel 1977 - scrive Salemme nel programma di sala dello spettacolo - quando andai a Cinecittà per provare a fare la comparsa in qualcuna delle sue commedie che stava registrando per la RAI. E lo incontrai in una pausa della lavorazione. Aveva sulle spalle lo scialle color vinaccia pallido, un camicione da notte e i mutandoni che finivano dentro i calzettoni di lana. Era il costume della commedia più bella, più amara, più divertente, più sentimentale, più intensa, più malinconica, più festosa, più struggente della storia: Natale in casa Cupiello. Sono passati, da allora, ben 46 anni. Nel frattempo, sono diventato attore a tempo pieno e, dopo aver avuto il privilegio di lavorare con Eduardo nei suoi ultimi due anni di palcoscenico, ho potuto continuare a frequentare il suo magnifico teatro grazie ai 12 anni nella compagnia del figlio Luca. Poi da più di 30 anni scrivo e metto in scena commedie e spettacoli scritti da me. E ho avuto anche la fortuna di lavorare nel cinema come attore, regista e sceneggiatore. Ma la voglia di tornare in quella casa degli anni `40 del secolo scorso, di sentire il freddo del dopoguerra addolcito dai preparativi del presepe, la voglia di rivedere quel prototipo di bamboccione, indimenticabile nelle sembianze di Luca De Filippo, la voglia di sentire le zampogne a fare da colonna sonora alla forza travolgente e incontrollabile delle passioni della figlia, la voglia di rivedere la potenza disperata di Concetta/Pupella, le sue lacrime di fronte al pericolo della disgregazione familiare, la voglia di abbracciare la tenera impotenza di Luca Cupiello di fronte alle promesse disilluse della vita, quella voglia non mi ha mai lasciato.
Ecco perché ho deciso di mettere in scena questo capolavoro. E di farlo come io ho imparato a fare in questo mestiere. Con semplicità e amore. Amore per le mie origini, amore per Eduardo, per Luca, amore per quei Natali passati davanti alla televisione per scaldarci il cuore tra una manciata di struffoli e una giocata a tombola."
La fortuna di quest’opera, considerata una grande tragicommedia moderna, è stata molto sentita in tutto il mondo. Uno dei paesi dove è maggiormente conosciuta è l’Armenia, dove l’opera ha un titolo letterale più esplicito “ԾՆՆԴՅԱՆ ՏՈՆԵՐԸ ՍԵՆՅՈՐ ԿՈՒՊԵԼԼՈՅԻ ՏԱՆԸ” “Festeggiamenti di Natale a Casa del Signor Cupiello”. Il grande regista e Artista del Popolo Armeno Sos Sargsyan si era innamorato anni prima della scrittura di Eduardo e nella realizzazione di questa produzione si sia affidato alla traduzione e ai suggerimenti di Gagik Bagdassaryan, suo conoscente, ambasciatore della Repubblica d’Armenia in Italia nei primi anni 2000. L’idea che il regista armeno aveva di questo classico italiano è evidente dai suoi diari:
“Forse non è poi un male quando la fiaba arriva a sostituire la realtà, quando il sogno diventa un pensiero appiccicoso. Tutti noi amiamo sognare alla vigilia del Natale. Ma il signor Cupiello non riuscì a liberarsi in tempo del suo sogno. Tutto sembrava andare bene, non c'era più povertà e infelicità e l'unica cosa da fare era realizzare un bambinello per il presepe. Ma la vita detta la sua, e Cupello pagherà caro il sogno.”
Per testimoniare il grande affetto dell’Armenia per questo straordinario classico del teatro italiano, l’ambasciatrice della Repubblica d’Armenia Tsovinar Hambarzumyan si è recata alla prima romana dello spettacolo di Vincenzo Salemme. Al termine della replica dello spettacolo la rappresentante dell’Armenia in Italia ha incontrato il protagonista dell’opera. In un post sul Facebook dell’Ambasciata così ha dichiarato con grande puntualità e spirito critico:
“Una grandissima emozione incontrare Vincenzo Salemme dopo il suo spettacolo "Natale in casa Cupiello" che ci ha regalato sentimenti forti, decolli e cadute, risate e lacrime, sogni, amore, dolore, gioia e tristezza, e tutto questo con un gran talento di regia e un'eccezionale scelta di attori. Uno spettacolo che rappresenta pienamente Napoli con tutti i suoi colori e tutte le sue sfumature, una città che strettamente lega armeni e italiani con le loro identità culturali”.
Queste parole manifestano una specifica attenzione per il Comune di Napoli oltre che per tutto il Mezzogiorno e la tradizione culturale italiana in generale. Al termine dell'incontro l’Ambasciatrice ha invitato l'acclamato artista Vincenzo Salemme, originario di Bacoli in provincia di Napoli, a visitare l’Armenia essendo in corso interessanti progetti di diffusione della sua produzione drammaturgica proprio in questo paese.
Natale in Casa Cupiello per la regia di Vincenzo Salemme dopo Roma, sarà ancora a Bologna, Firenze e Faenza.