Al Teatro Angioino l’elogio del caos: quando il ''Matrimonio Perfetto’' è un trionfo di equivoci
MOLA DI BARI – C’è un sottile piacere nel veder crollare, pezzo dopo pezzo, la facciata di una perfezione costruita a tavolino. Al Teatro Angioino, nell'ambito della XXV Stagione di Prosa, il regista Francesco Capotorto riporta in scena a grande richiesta “Il Matrimonio Perfetto” di Robin Hawdon, dimostrando che non c’è nulla di più divertente di un disastro accuratamente orchestrato.
Una sveglia da incubo
La trama è una miccia pronta a esplodere: Bill, lo sposo (Nunzio Dellerba in stato di grazia), si risveglia nella suite nuziale con i postumi di un addio al celibato decisamente troppo generoso. Accanto a lui, una donna bellissima di cui non ricorda il nome (Stefania Fasano, la ragazza sconosciuta). Fuori dalla porta, la realtà preme per entrare: una sposa sognante (Emanuela Pietanza), una suocera svampita (Vanna Moccia, Daphne, la madre della sposa) e un testimone di nozze trascinato in un vortice di bugie sempre più iperboliche (Antonio Romano).
Da qui, la commedia imbocca la corsia dell'alta velocità. Non è solo una questione di porte che si aprono e si chiudono, ma di un ritmo narrativo frenetico che Capotorto gestisce con la precisione di un orologiaio.
La meccanica della risata
La forza di questo allestimento risiede nell'equilibrio perfetto tra i reparti. La regia, quella di Francesco Capotorto, che non si limita a dirigere il traffico degli equivoci, ma studia la "meccanica teatrale" per alimentare l'attesa del pubblico, mantenendo la tensione comica sempre altissima; il cast, un ensemble affiatato che non concede un attimo di tregua, da Giovanna Moccia (la cameriera impertinente), Vanna Moccia, Nunzio Dellerba, Stefania Fasano, Antonio Romano e Nicola Desilvio (il direttore dell’hotel), ogni attore "tiene botta" con una fisicità vibrante e tempi comici impeccabili; e l’atmosfera.
Le scene di Francesca Francese e i costumi di Marilena Palattella incorniciano l'azione con eleganza, mentre le musiche originali di Paolo Daniele sottolineano i passaggi più surreali di questa pochade moderna.
"Ciò che è apparentemente perfetto, in realtà talvolta non lo è... e meno male, perché è nel difetto che nasce la risata più pura."
Verdetto
''Il Matrimonio Perfetto'' è uno spettacolo curato nel minimo dettaglio, capace di trasformare il "più grande disastro nella storia dei matrimoni" in un successo teatrale indiscutibile. Si ride a crepapelle, sì, ma si resta anche affascinati dalla capacità degli interpreti di non perdere mai il filo in un labirinto di scambi di persona e impertinenze.
Il finale? Resta aperto, bislacco e sorprendente come la vita stessa. Un appuntamento imperdibile per chiunque voglia riscoprire il piacere del grande teatro brillante.
Mola di Bari Teatro Angioino - Sabato 28 febbraio 2026
Recensione di Raffaella Cimmarusti
Si ringrazia per la preziosa collaborazione Rino Liuzzi