''LABORATORIO BEETHOVEN” con l’Orchestra Ico Suoni del Sud e il Coro Lirico Pugliese -Sabato 3 dicembre a Mola di Bari''
LABORATORIO BEETHOVEN
Ouverture «Le creature di Prometeo» op. 43
Sinfonia n. 7 il la maggiore op. 92
Fantasia corale per pianoforte, soli, coro e orchestra in do minore op. 80
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CORO LIRICO PUGLIESE
Agostino RUSCILLO, direttore
Piero ROTOLO, pianoforte
Monica Paciolla – Ilaria Bellomo, soprani
Tina D’Alessandro, contralto
Costantino Minchillo – Pantaleo Metta, tenori
Carlo Monaco, basso
Nel corso della sua carriera Ludwig van Beethoven scrisse undici ouverture, la maggior parte delle quali per eventi teatrali. Come il balletto «Le creature di Prometeo» con le coreografie di Salvatore Viganò, rappresentato per la prima volta all’Hoftheater di Vienna il 28 marzo 1801. Ed è proprio il preludio tratto da questo lavoro ad aprire il concerto «Laboratorio Beethoven» che l’Agìmus di Mola di Bari, sabato 3 dicembre (ore 20.45), nella chiesa del Sacro Cuore, dedica interamente al Titano della musica. Il programma prevede, infatti, nell’interpretazione dell’Orchestra Ico Suoni del Sud diretta da Benedetto Montebello, non solo l’ouverture «Le creature di Prometeo», ma anche la Settima Sinfonia. Il concerto si completerà con la Fantasia Corale per pianoforte, soli, coro e orchestra in do minore op. 80, pagina nella quale, con Piero Rotolo al pianoforte, saranno impegnati, sotto la guida di Agostino Ruscillo, il Coro Lirico Pugliese con cantanti solisti i soprani Monica Paciolla e Ilaria Bellomo, il contralto Tina D’Alessandro, i tenori Costantino Minchillo e Pantaleo Metta e il basso Carlo Monaco.
Dunque, si parte nel segno di «Prometeo», titano antico e ribelle, ladro di scintille e dispensatore di fuoco, e si prosegue con la Settima Sinfonia, pagina del 1816 che rivela qualche particolare punto di contatto con la Sesta e l’Ottava. Soprattutto con quest’ultima, la Settima rivela aderenze per certe esaltazioni ritmiche e chiaroscuri improvvisi e bruschi, nonché alcune asprezze ed espressioni orgiastiche dei finali. Ma può paragonarsi anche con l’Eroica per il contrastante carattere espressivo dei primi due tempi e la celebrazione di luce, gioia e potenza per un verso, ombra, dolore e accasciamento per l’altro.
Quindi, la Fantasia Corale per pianoforte, soli, coro e orchestra in do minore op. 80, la cui parentela con la Nona Sinfonia fu lo stesso Beethoven a riconoscere, perlomeno per quanto riguarda l’utilizzo della stessa melodia con la quale il genio di Bonn molti anni dopo la Fantasia musicò l’«Inno alla gioia» di Schiller per concludere la sua ultima titanica impresa sinfonica. La Fantasia per pianoforte, soli, coro e orchestra in do minore op. 80 venne composta in tempi molto rapidi, in occasione del concerto del 22 dicembre 1808 al Theater an der Wien, a conclusione della presentazione di altre opere allora inedite e diventate ben presto celebri come la Quinta Sinfonia e la Sinfonia Pastorale, il Quarto Concerto per pianoforte e orchestra e arie della Messa in do. Una composizione, la Fantasia corale, che fece da laboratorio di prova per il quarto movimento della futura Nona Sinfonia. Infatti, il tema che si presenta dopo l’Adagio iniziale è molto simile a quello dell’Inno alla gioia posto come finale della Nona, ma con i versi di Christoph Kuffner, ugualmente improntati come quelli di Schiller a trasmettere un messaggio di pace e speranza per l’umanità. Ed è per questo motivo che la Fantasia corale viene spesso letta come una sorta di «prova generale» della Nona.
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Guida all'ascolto - Le creature di Prometeo (Die Geschöpfe des Prometheus)
è un balletto in tre atti musicato da Ludwig van Beethoven nel 1801, per la coreografia di Salvatore Viganò. Costituisce l'op. 43 del catalogo beethoveniano.Ha debuttato al Burgtheater di Vienna il 28 marzo 1801.Si tratta dell'unico balletto propriamente detto pubblicato da Beethoven. Fu accolto tiepidamente alla prima rappresentazione e in seguito dimenticato con l'eccezione dell'ouverture, che visse una vita indipendente come pezzo da concerto.Il libretto originale è perduto, mentre rimane il programma della prima rappresentazione.Il finale contiene, in forma di rondò, il tema con variazioni che chiuderà la Sinfonia n. 3, nota come l'Eroica, e il tema delle Eroica-Variationen per pianoforte
- La Sinfonia n. 7 in la maggiore Op. 92 La Sinfonia n. 7 in la maggiore Op. 92 fu composta da Ludwig van Beethoven fra il 1811 e 1812. Fu eseguita per la prima volta l'8 dicembre 1813 a Vienna.La Sinfonia n. 7, scritta a distanza di tre anni dalla Sinfonia n. 6 "Pastorale", tra il 1811 ed il 1812, non ha una linea di continuità con le precedenti sinfonie, che furono composte dal 1801 al 1808 senza interruzione. Tra il 1809 e l'inizio della composizione della nuova sinfonia, Beethoven aveva portato a termine il Concerto per pianoforte n. 5, l'ultimo, (1809), le musiche per l'Egmont di Goethe completate intorno al 1810, il Quartetto in fa minore op. 95, dello stesso anno.La scrittura della Sinfonia n. 7 iniziò a Teplitz, una città termale in Boemia dove Beethoven seguiva una cura nel 1811, sperando recuperare ivi il suo udito. La prima esecuzione ebbe luogo l'8 dicembre del 1813 nella sala grande dell'Università di Vienna per un concerto di beneficenza. Richard Wagner in L'opera d'arte dell'avvenire così descrisse questa sinfonia: «La sinfonia è l'apoteosi della danza: è la danza nella sua suprema essenza, la più beata attuazione del movimento del corpo quasi idealmente concentrato nei suoni. Beethoven nelle sue opere ha portato nella musica il corpo, attuando la fusione tra corpo e mente.»Pierluigi Destro ha trascritto per organico moderno la sinfonia sulla base di un arrangiamento del 1816 attribuito probabilmente a Wenzel Sedlák scritto con l'avallo del compositore (2 oboi, 2 Clarinetti, 2 Fagotti, 1 Controfagotto e 2 corni).
I movimenti
La settima sinfonia dura circa trentotto minuti ed è composta da quattro movimenti, di cui il ritmo è l'elemento generatore.
I Movimento: Poco sostenuto - Vivace.
Vivace: dopo un'introduzione che si basa essenzialmente su un quadro melodico discendente degli oboi e su una tenue cantilena dei legni, erompe nei flauti preceduto dal tema del primo movimento (il Vivace) che man mano prende corpo coinvolgendo tutta l'orchestra.
II Movimento: Allegretto.
Il movimento è aperto e chiuso da un accordo dolente in la minore. Il primo tema, basato su una melodia dal ritmo marcato, quasi in passo di marcia, è ripetuto più volte progressivamente arricchito nel contrappunto. Il secondo tema, in maggiore, ha andamento cantabile.[4]
III Movimento: Presto.
Assai meno presto. Il ritmo è leggero, fresco, con impeti improvvisi, uniti da movimenti veloci. Tutto è giocato sul virtuosismo. Nel ritornello della melodia compare anche il tema di un canto popolare austriaco di contenuto religioso.
IV Movimento: Allegro con brio.
Questo allegro propone un tema in sedicesimi che si alterna con un motivo trionfale introdotto dai fiati sullo scandire degli archi.
-- La Fantasia per pianoforte, soli, coro e orchestra in Do minore op. 80 di Ludwig van Beethoven, fu composta nel dicembre 1808. La parte corale è basata su un poema di Christoph Kuffner (1780-1846).La Fantasia corale fu scritta molto rapidamente per la conclusione del concerto che Beethoven presentò il 22 dicembre 1808 al Theater an der Wien e che includeva una serie di opere inedite: la Quinta sinfonia, la Sinfonia Pastorale, il quarto concerto per pianoforte e parti della Messa in Do maggiore Op.86. La Fantasia fu pubblicata nel 1811 con una dedica al re Massimiliano I di Baviera.La Fantasia non è considerata come uno dei massimi capolavori di Beethoven, ma è interessante poiché ha fatto da laboratorio di prova per il quarto movimento della futura Nona Sinfonia, come attestano:
- La presenza del coro in un'opera sinfonica e il suo intervento tardivo
- L'analogia evidente tra il tema principale della Fantasia e quello dell'Inno alla gioia
- L'uso del tema e delle variazioni che serviranno a introdurre l'Inno alla gioia
Il primo movimento solo per pianoforte Adagio fu improvvisato da Beethoven stesso la sera del concerto.Durante la prima esecuzione della Fantasia ci furono vari intoppi, tanto che Beethoven fu costretto a interrompere l'orchestra a metà dell'esecuzione e a ricominciare da capo. Tra l'altro già le prove furono durissime, e si tennero in gran fretta solo appena prima della "prima", tanto che i musicisti, allo stremo delle forze, furono letteralmente pregati dal compositore di prendere posto per il concerto.
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------------ TUTTE LE INFORMAZIONI - Biglietteria -----
5 euro
Ingresso gratuito per un accompagnatore di disabile non autosufficiente (prenotazione obbligatoria)
Ingresso gratuito per i titolari AgìmusCard
BOOKING Biglietteria online
Botteghino Chiesa Sacro Cuore: solo il giorno dello spettacolo
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