'' Otello della Compagnia Calandra conquista il pubblico del Teatro Angioino di Mola di Bari.''
Nell’ambito della XXV Stagione di Prosa 2025/26, diretta da Francesco Capotorto e patrocinata dal Comune di Mola di Bari, il Teatro Angioino ha ospitato sabato 31 gennaio 2026 la Compagnia Calandra di Tuglie (LE) con Otello di William Shakespeare, per la regia di Giuseppe Miggiano.
Lo spettacolo, interpretato da Giovanni Serini (Otello), Federico Della Ducata (Iago), Benedetta Fedele (Desdemona), Anna Rita Vizzi (Emilia) e Piero Schirinzi (Cassio), ha proposto una lettura intensa e profondamente psicologica della celebre tragedia shakespeariana.
La regia ha scelto un impianto scenico essenziale e simbolico, trasformando il palco in uno spazio mentale più che fisico, dove luci, ombre e geometrie astratte hanno dato forma alle tensioni interiori dei personaggi. In questo contesto, la frase «Spengo questa luce, e poi spengo quest’altra…» è diventata la chiave poetica dell’intera rappresentazione.
Particolarmente apprezzata l’interpretazione di Giovanni Serini, che ha restituito un Otello umano e vulnerabile, progressivamente consumato dal dubbio e dalla gelosia. Accanto a lui, il Iago di Federico Della Ducata ha incarnato con inquietante naturalezza la figura del manipolatore, capace di insinuare sospetti e avvelenare ogni certezza.
Elemento centrale della trama è stato il celebre fazzoletto rosso, caduto dalle mani di Desdemona e ritrovato da Emilia, che lo consegna inconsapevolmente al marito Iago. Questo gesto, apparentemente innocuo, diventa la prova costruita per incastrare Cassio e precipitare Otello nella spirale della gelosia.
Il personaggio di Emilia, interpretato con grande intensità da Anna Rita Vizzi, emerge come figura chiave: da complice ignara a voce coraggiosa della verità, fino al tragico epilogo che la vede vittima della furia del marito.
Di forte impatto anche la scelta registica di far morire Desdemona soffocata con un laccio, una variante rispetto al testo originale che ha reso la scena finale ancora più simbolica e crudele, sottolineando la distanza emotiva tra i due personaggi e la completa disumanizzazione del Moro.
Il pubblico del Teatro Angioino ha accolto lo spettacolo con grande partecipazione, premiando la Compagnia Calandra con lunghi applausi e riconoscendo la qualità di un lavoro che ha saputo coniugare fedeltà al testo e originalità interpretativa.
Otello si conferma così un appuntamento di rilievo nella stagione teatrale molese, capace di riportare al centro dell’attenzione la forza universale dei classici e la loro sorprendente attualità.
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Recensione di Rino Liuzzi
Si ringrazia per la preziosissima collaborazione Raffaella Cimmarusti