Stagione Concertistica 2021 - ''Prova d'Orchestra..'' in ricordo di Nino Rota in occasione del 110° anniversario della nascita
Redazione
Il Sindaco Metropolitano Antonio Decaro è lieto di presentare
Michele Dall'Ongaro
Diapason per orchestra da camera
Nino Rota
Concerto per trombone e orchestra:
Allegro giusto / Lento, ben ritmato / Allegro moderato
Wolfgang Amadeus Mozart
Sinfonia n. 29 in la maggiore K. 201:
Allegro moderato / Andante / Minuetto / Allegro con spirito.
Nino Rota
Sonata per organo
GABRIELE BONOLIS
Di recente insignito su indicazione del Maestro Morricone del “Premio Internazionale Ennio Morricone per la Pace” ideato da Marcello Filotei, Gabriele Bonolis è un direttore particolarmente versatile: ampio è il suo repertorio operistico e sinfonico del XIX, del XX secolo e contemporaneo. Molteplici le sue esperienze nella musica d’uso per il teatro e per il cinema.
Ha diretto: Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Czech National Symphony Orchestra, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Orchestra della Toscana, Bulgarian Symphony Orchestra, Orchestra Filarmonica Marchigiana, Istituzione Sinfonica Abruzzese, Orchestra Metropolitana di Bari, I Solisti Aquilani, I.C.O. di Bari, Icarus Ensemble, Orchestra di Roma e del Lazio, Ente Lirico di Cagliari, Ente Concerti Marialisa de Carolis di Sassari, Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, Gruppo Musica d’Oggi, Roma Sinfonietta, con solisti come Luis Bacalov, Elizabeth Norberg Schulz, Andrea Bacchetti, Maurizio Zanini, Giuseppe Andaloro, Charlie Siem.
Come violoncellista si è esibito in Italia, Canada, Norvegia, Francia, Marocco, Brasile, Scozia, Giappone e USA.
Frequenti le sue collaborazioni con istituzioni musicali come Festival dei Due Mondi di Spoleto, Accademia Musicale Chigiana, Fondazione Teatro delle Muse, Teatro Donizetti di Bergamo, Musica per Roma, Royal Opera House di Muscat (Oman), Festival MITO, Ruhrtriennale, Dresden Semperoper, Reate Festival e Teatro Marrucino, al fianco di artisti come Roman Vlad, Alessio Vlad, Bruno Bartoletti, Mirella Freni, Ennio Morricone e Hans Werner Henze col quale collabora per le opere liriche Gogo no eiko (Festival dei Due Mondi 2010) e Gisela! (Ruhrtriennale 2010 e Dresden Semperoper 2010).
Nel 2015 il Teatro delle Muse di Ancona gli affida La Bohème di Giacomo Puccini con la FORM; nello stesso anno è il primo musicista a dirigere un concerto sinfonico nelle stazioni della nuova Metro C di Roma alla guida dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma: l’evento, intitolato “NON ABBIAMO PIANTO – Uscire dal ghetto: gli artisti di Terezín parlano col nostro tempo”, ideato dall’Associazione SHE LIVES, riceve forte attenzione mediatica e viene trasmesso in diretta nazionale da Rai Radio 3.
Negli ultimi due anni molti i suoi importanti e felici debutti: Un’infinita primavera attendo (opera lirica; libretto di Sandro Cappelletto e musica di Daniele Carnini) – Accademia Filarmonica Romana; Operagalla (Galà Lirico per Opera Rogaland – Stavanger, Norvegia); Il colore del sole (opera lirica – libretto di Andrea Camilleri e musica di Lucio Gregoretti) – XVII Festival Pergolesi Spontini e Teatro Pavarotti di Modena; I due timidi e La notte di un nevrastenico di Nino Rota (Reate Festival); Una serata con Ennio Morricone (I.U.C. di Roma).
Nel gennaio 2018 dirige per l’Accademia di Santa Cecilia l’opera lirica ispirata al Diario di Anna Frank Anna e Zef (libretto di Ad de Bont, musica di Monique Krüs, regia di Cesare Scarton) presso la Sala Petrassi del Parco della Musica di Roma per il Giorno della Memoria; a febbraio è nuovamente ospite di Opera Rogaland (Norvegia) con La Bohème di Puccini e Die Fledermaus di J.Strauss. Nel mese di giugno è impegnato con La buona figliola (La Cecchina) di Niccolò Piccinni.
Vincitore del Mario Nascimbene Awards 2003 (Roman Vlad presidente), concorso di composizione per musica da film, Gabriele Bonolis è titolare della cattedra di Musica da Camera presso il Conservatorio “N. Sala” di Benevento.
Massimo La Rosa
è un eccellente solista Trombone, Maestro diplomato al Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo nel 1994 ed è un apprezzato esecutore per la qualità del suono e la purezza d’intonazione.
La Carriera
Giovanissimo, nel 1996 all’età di 19 anni, è diventato primo Trombone dell’Orchestra del Teatro “La Fenice” di Venezia esibendosi per 12 anni anche in performance da solista. Nei 12 anni successivi ha ricoperto il ruolo di principal trombone della Cleveland Orchestra dove ha eseguito diversi concerti da solista, tra i quali il concerto per trombone e orchestra di Nino Rota sotto la direzione di GianAndrea Noseda e il concertino per trombone e orchestra di Ferdinand David sotto la direzione di Franz Welser-Möst. Il concerto fu definito dalla critica “…un vero e convincente evento musicale… qualcuno avrebbe potuto facilmente confondere il suo suono per una voce umana.”
Le esibizioni da solista
Nel corso della sua carriera di musicista, Massimo LaRosa è stato primo trombone con l’Orchestra dell’Opera della Scala di Milano e dell’Orchestra Sinfonica del Teatro di Santa Cecilia a Roma.
È stato inoltre Primo Trombone ospite della Saito Kinen Festivan Orchestra in Giappone diretta dal Maestro Seiji Osawa, partecipando a molti concerti e tour asiatici. Massimo La Rosa è trombone solo sulla recente registrazione del Grammy Award, l’enfant et les sortilèges di Ravel con Seiji Ozawa e la Saito Kinen Orchestra.
Massimo La Rosa si è esibito in recitals in Asia, America del Sud, Europa e Stati Uniti.
Margherita Sciddurlo
nata a Bari l’11 maggio 1968, è docente presso il Conservatorio di Musica “Nino Rota” di Monopoli (BA), titolare della Cattedra di Organo e Composizione Organistica. Diplomata con il massimo dei voti in Organo e Composizione organistica e in Clavicembalo (Diploma Accademico di II° livello) presso il Conservatorio “N. Piccinni“ di Bari. Segue corsi di perfezionamento con vari maestri, tra cui E. Kooiman, J.Galard, M.Bonet Presso l’Abbazia “Madonna della Scala” Noci (Ba), ha approfondito lo studio del Canto Gregoriano con B.Baroffio, p. A.Susca e O. Mischiati. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni per lo studio del solfeggio e una composizione per organo. Tra i più recenti metodi didattici “Giochiamo con i ritmi e con i suoni” edito da Mario Adda (Bari ), volto alla diffusione della musica nella scuola primaria. Appassionata di arte organaria, si adopera per la tutela degli organi antichi promuovendo restauri e iniziative per la valorizzazione del patrimonio organario pugliese. E’ invitata regolarmente ad inaugurare nuovi strumenti e restauri di importanti strumenti storici, tra cui un Vegezzi_Bossi a Costa Volpino (BG) e un pregevole organo della Bottega Organaria Veneziana di Giacomo Bazzani e figli, dell’anno 1859 a Corridonia (MC). A Mola di Bari è Direttore Artistico del Festival Organistico Internazionale Concerti di Santa Maria del Passo (dal 2010 al 2021) su strumento storico “Petrus de Simone” del 1747 e ideatrice del Concorso Organistico Nazionale “Petrus de Simone” riservato ai giovani organisti (2017). E’ organista titolare del nuovo organo Francesco Zanin (2018) costruito per la Chiesa del Santissimo Rosario di Mola di Bari, di cui ha curato la progettazione e ora anche la valorizzazione. Alla ricerca di nuove sonorità ed effetti si esibisce in duo inusuali, organo e sax, organo a 4 mani, organo e percussioni, organo e arpa, con un repertorio originale di musiche inedite e trascritte. Ha collaborato nell’incisione dei CD “Ricordo di Musicisti Pugliesi” e “Omaggio a Maria”. Ha pubblicato tre CD per Sax soprano e organo in collaborazione con il M° Pietro Tagliaferri. Il terzo cd consacra il progetto Riverberi “come una delle iniziative più originali e riuscite degli ultimi anni. I CD, prodotti dalla casa discografica Stradivarius, contengono trascrizioni e brani inediti di diversi compositori: S.Amato M. Berzolla, N. Campogrande, G. Donati, P. Marrone, K. De Pastel, L. Polato, G. Salvatori. Nel 2019 partecipa alla realizzazione del CD “Canzoni Recercate e Spiritate” realizzato dai Docenti e dagli ex- Allievi della Scuola d’Organo del Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli. Il CD (DiG digressione music, 2018) è stato inciso utilizzando l’organo antico della Chiesa di San Francesco di Monopoli realizzato intorno al 1710 da un costruttore pugliese rimasto anonimo. Di recente uscita il CD “ La tradizione organistica pugliese-napoletana dal Rinascimento al Barocco” realizzato con la prestigiosa etichetta Tactus e registrato all’Organo storico “Petrus de Simone” del 1747 CD pubblicati: -: “Riverberi”- M. Sciddurlo e P. Tagliaferri Etichetta Stradivarius ( 2003) -“Riverberi nello spazio e nel tempo” M. Scid
Tra le numerose performance musicali della sua carriera, il Concerto per trombone di Launy Grondahl, prima esecuzione italiana, ha offerto a Massimo La Rosa l’opportunità di una bella prova solistica quand’era ancora primo trombone dell’orchestra della Fenice. In quella occasione è stato particolarmente apprezzato per la sicura intonazione e la grande ricchezza dinamica durante l’esecuzione.
Le sue masterclass e recital hanno luogo in molti paesi Europei, del nord e Sud America e in Asia.
Le Note a cura di Ugo Sbisà
Michele Dall’ongaro (1957)
Diapason per orchestra da camera
Come spiega l’autore, il compositore, saggista e operatore culturale romano Michele dall’Ongaro, “Diapason” è una breve composizione pensata per un’orchestra giovanile commissionata nel 2005 dalla World Youth Chamber Orche- stra ed eseguita (parzialmente) a Roma nello stesso anno diretta da Damiano Giuranna e che prevedeva, per quella occasione, anche l’uso di strumenti insoliti come liuto, djembè (un tamburo africano) e flauti dolci.
Si tratta di sette piccole variazioni su uno dei temi più popolari del mozartiano “Flauto magico”, parzialmente utilizzati per il balletto “We like Mozart”, scritto per la coreografia di Amadeo Amodio allestito dal Teatro Massimo di Palermo sempre nel 2005. Ognuna delle variazioni è realizzata secondo una sua tecnica propria e un peculiare carattere musicale: la prima “capovolgendo” la partitura originale, la seconda attraverso un frammento impazzito, la terza usando la scala cosiddetta “acustica” inventata da Bela Bartók, la quarta generando citazioni vere e verosimili dal materiale originale, la quinta raccontando di stormi impazzati su un deserto africano, la sesta rallentando allo spasimo il tema in contrappunto su una melodia molto cantabile e la settima scatenando tutti in un travolgente samba, anzi: “Die Zauber-Samba”. Il tutto per raccontare come lo stesso tema può generare sette istantanee musicali totalmente differenti, con questioni tecniche diverse (ricordate la destinazione “pedagogica”) e quel carattere leggero e disimpe- gnato di cui, qualche volta, ci si dovrebbe ricordare e che rimanda alle migliori pagine che il Maestro Rota ci ha lasciato. Qui a Bari si tratta della prima esecuzione integrale.
Nino Rota (1911 - 1979)
Concerto per trombone e orchestra:
Allegro giusto / Lento, ben ritmato / Allegro moderato
Compositore aduso a praticare tutti i linguaggi musicali e soprattutto ad abbattere ogni genere di distinzione tra il popolare e l’accademico in ossequio al solo, assoluto rispetto della melodia – era solito sostenere che “un bella canzone è meglio di una brutta sinfonia” – Rota compose nel 1966 questo Concerto per trombone dedicandolo a Bruno Ferrari, che lo eseguì per la prima volta tre anni più tardi, nel 1969, al Conservatorio “G. Verdi” di Milano con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali diretta da Franco Caracciolo. In questo caso, siamo di fronte a una pagina che impegna il solista con una scrittura ricca di sfumature virtuosistiche specialmente nel movimento iniziale. Allo spirito dolente che permea il movimento centrale, fa invece quasi da contraltare l’atmosfera giocosa e a tratti volutamente frivola del finale.
Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791)
Sinfonia n. 29 in la maggiore K. 201:
Allegro moderato / Andante / Minuetto / Allegro con spirito.
Di questa sinfonia si conosce soltanto l’anno di composizione, il 1774, sebbene si sia inclini a ritenere che possa essere stata scritta nei primi mesi, probabilmente non molto tempo dopo la n. 25. Nel primo movimento si distinguono tre soggetti: il primo viene esposto per due volte e si conclude con un energico ritornello; il secondo è un canto dal carattere luminoso; il terzo infine viene eseguito dai violini mentre i contrabbassi riprendono l’accompagnamento del ritornello del secondo soggetto. Il primo soggetto del secondo movimento viene eseguito dai primi violini e poi ripreso anche dai secondi, mentre il soggetto successivo, dal taglio ancor più sereno, si conclude su un ritornello eseguito dagli archi e poi ripreso dai fiati, cui segue lo sviluppo dei temi. I due temi del Minuetto forniscono il pretesto per una sorta di gioco responsoriale al quale partecipano attivamente tutti gli strumenti dell’orchestra; il trio è affidato all’esecuzione degli archi, ma si arricchisce anche dei colori dei legni e dei corni. L’ultimo movimento viene aperto da una fuga che s’impone sia per la ricchezza dell’orchestrazione, sia per il vigore ritmico. Il secondo soggetto del movimento, esposto dagli archi, riprende il ritmo del precedente e prelude a una ricca serie di variazioni che conduce alla coda finale, costruita sul motivo iniziale.
L'Orchestra...
Nel 2007 a Roma, nell’auditorium del Parco della Musica, l’orchestra si è esibita nel “Concerto della Solidarietà”, nell’ambito delle iniziative promosse dal Ministero dei Beni Culturali, con l’alto patronato della Presidenza della Repub- blica ed il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Tutti impegni prestigiosamente assolti e che si aggiun- gono alle apprezzate esibizioni in ambito regionale, sotto la direzione di prestigiosi direttori e con la partecipazione di famosi solisti italiani e stranieri.
Il 17 maggio 2003, in occasione del conferimento a Sua Santità papa Giovanni Paolo II della laurea “honoris causa” in Giurisprudenza, l’orchestra ha tenuto a Roma due concerti: uno alla presenza del Papa nella sala “Paolo VI” e l’altro nella Basilica di S. Maria Maggiore, concerti ripresi dalle tv nazionali e dalla tv satellitare vaticana. Nel 2005, in collabo- razione con la “Fundacion Eutherpe” di Léon (Spagna) ha partecipato – dal 4 al 10 luglio – al Corso magistrale di pianoforte e direzione d’orchestra per giovani pianisti e direttori tenuto dal pianista Joaquin Achucarro e dal maestro Bruno Aprea. Nello stesso anno, ha eseguito nella Cattedrale di Bari, l’oratorio “Mysterium” di Nino Rota in memoria di papa Giovanni Paolo II e, in diretta televisiva, in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale, la “Misa Tango” di Bacalov diretta dall’autore.
Nel 1996 l’orchestra ha commissionato l’edizione critica – edita da Il Melograno di Roma – di un’opera inedita del 1780 del compositore Giacomo Insanguine di Monopoli. Il complesso ha anche realizzato registrazioni di successo, fra le quali vanno ricordate il “Concerto n.3” di Rachmaninov (solista il pianista Pasquale Jannone), lo “Stabat Mater” di Rossini (1998) e la composizione di Vito Paternoster “Il pane” (1999) diretta dallo stesso autore. Nel 2000, l’orchestra ha presentato in “prima mondiale” la cantata “Populorom Progressio” di Roberto De Simone, con Michele Placido voce recitante.
Fra le varie iniziative promosse nell’ambito delle stagioni, vanno ricordate un ciclo di manifestazioni dedicate a “Nino Rota compositore del nostro tempo” (1995), la co-organizzazione del Festival Mousiké nell’ambito del programma del Dipartimento dello Spettacolo “Culture dei Mari” finanziato dalla Comunità Europea in collaborazione con i più prestigiosi centri europei di ricerca sulla musica antica. Fra i quali il Centre de Musique Baroque de Versailles, l’Unive- rsità di Saragozza, l’Università di Londra e il Centro di musica antica di Napoli (1996 - 2000).
Tra i numerosi solisti di grande prestigio nazionale ed internazionale esibitisi col complesso vanno ricordati Dino Asciolla, Salvatore Accardo, Massimo Quarta, Felix Ayo, Boris Belkin, Nina Beilina, Rocco Filippini, Mario Brunello, Franco Petracchi, Pierluigi Camicia, Emil Gilels, Marcello Abbado, Aldo Ciccolini, Sergio Fiorentino, Lya De Barberiis, Benedetto Lupo, Kathy Berberian, Trio di Trieste.
compositori Ennio Morricone e Giorgio Gaslini. L’attuale direzione artistica, inoltre, ha consolidato la politica di valoriz- zazione di dotati elementi locali, impegnando di volta in volta anche direttori e solisti pugliesi, già ben presenti sulla scena musicale nazionale o “emergenti”.
Nel tempo sul podio dell’orchestra si sono avvicendati musicisti di valore, che hanno contribuito alla ulteriore matura- zione del complesso; fra gli altri vanno ricordati Nino Rota, Piero Bellugi, Luciano Berio, Roberto Duarte, Mario Gusella, Jay Friedmann, Donato Renzetti, Peter Maag, Franco Mannino, Bruno Aprea, Vladimir Delman, Boris Brott, Marcello Viotti, Alberto Zedda ed i
Alla direzione artistica è tornato, in virtù dei suoi rapporti con Bari, dove per anni aveva diretto il Conservatorio musica- le “N. Piccinni”, il maestro Marco Renzi, sostenuto per la gestione amministrativa da Maria Grazia Magenta. Designa- zione che ha garantito e ulteriormente ampliato le prospettive programmatiche del complesso, la cui attività ormai comprende apprezzate esibizioni anche in numerosi centri della Regione. Val la pena aggiungere che si sono instaurati positivi rapporti col Conservatorio barese, molti dei migliori allievi del quale si aggiungono di volta in volta all’organico del complesso, acquisendo di conseguenza una fruttuosa esperienza artistica e formativa.
Nel tempo la direzione artistica della istituzione è stata affidata a Gabriele Ferro, Pietro Argento, Bruno Campanella, Rino Marrone, Nino Lepore, Michele Marvulli, Paolo Lepore, Roberto De Simone, Nicola Samale, Daniel Oren, Marco Renzi ed Angelo Cavallaro. Il riassetto amministrativo regionale che, a livello nazionale, ha portato alla eliminazione delle Amministrazioni provinciali, non ha peraltro fermato l’attività del complesso che non ha mai sospeso la sua attività, dopo aver assunto una sua struttura artistico - amministrativa autonoma e la denominazione “Orchestra sinfonica metropolitana di Bari”.
Sorta nel 1968, grazie alla sensibilità con cui l’Amministrazione provinciale di Bari accolse le appassionate sollecitazioni del prof. Vitantonio Barbanente, l’Orchestra di Bari inaugurò la sua attività con la direzione artistica di Gabriele Ferro, all’epoca giovane docente del Conservatorio di Bari, diretto da Nino Rota. Tre anni dopo l’orchestra – riconosciuta dal Ministero dello Spettacolo come “formazione di interesse nazionale”, iniziò il suo cammino di Istituzione Concertistica Orchestrale (ICO). Sin dalla nascita ha svolto un’intensa attività, collaborando anche a più riprese col Teatro Petruzzelli, in occasione delle stagioni liriche tradizionali, e partecipando anche a prestigiose trasferte: festivals di Spoleto (1984), Bergen (1985) e Charleston (1985).