L'Armenia sbarca al Bifest di Bari: Tamara Stepanyan in concorso e Diana Martirosyan in giuria
di Carlo Coppola
Bari si prepara ad accogliere ancora una volta il grande cinema internazionale. È stata presentata nei giorni scorsi la 17ª edizione del Bif&st — Bari International Film&Tv Festival, in programma dal 21 al 28 marzo 2026, che porterà nel capoluogo pugliese registi, attori, produttori e critici provenienti da diversi paesi, confermandosi tra gli appuntamenti culturali più rilevanti del panorama cinematografico italiano.
Nel corso della conferenza stampa di presentazione — trasmessa anche in streaming — sono stati illustrati il programma, gli ospiti e le principali novità della manifestazione. All’incontro con la stampa hanno partecipato Antonio Decaro, presidente della Regione Puglia, Vito Leccese, sindaco di Bari, Anna Maria Tosto, presidente della Fondazione Apulia Film Commission, e Oscar Iarussi, direttore artistico del festival. A moderare l’incontro è stato Antonio Parente, direttore generale della Fondazione Apulia Film Commission.
Tra gli elementi di maggiore interesse di questa edizione emerge anche una presenza internazionale particolarmente significativa: per la prima volta l’Armenia sarà rappresentata al festival da due figure di rilievo, una dietro la macchina da presa e l’altra nella giuria internazionale. Si tratta della regista Tamara Stepanyan e della giornalista e critico cinematografico Diana Martirosyan, due voci contemporanee di un paese che negli ultimi anni sta riconquistando crescente visibilità nel panorama cinematografico internazionale.
Proprio dall’Armenia arriva Le Pays d’Arto, noto anche con il titolo internazionale In the Land of Arto, primo film di finzione di Tamara Stepanyan dopo una carriera costruita nel documentario. Il film ha debuttato in prima mondiale il 6 agosto 2025 alla Piazza Grande del Locarno Film Festival, segnando un passaggio importante nella carriera della regista. Nata a Yerevan nel 1982, Stepanyan si è trasferita con la famiglia in Libano nei primi anni Novanta e ha successivamente studiato alla National Film School of Denmark. Considerata attualmente una delle nuove voci del cinema armeno contemporaneo, ha iniziato a realizzare cortometraggi intorno al 2010, costruendo una filmografia documentaristica ricca e premiata. Il suo lungometraggio d’esordio Embers (2012) ha debuttato al Busan International Film Festival, mentre Those from the Shore (2016) e Village of Women (2019) hanno partecipato e ottenuto riconoscimenti in numerosi festival internazionali. Nel 2025 la regista ha presentato alla Berlinale il documentario My Armenian Phantoms, un lavoro profondamente personale nato dopo la morte del padre, il celebre attore armeno Vigen Stepanyan. Nel film, la regista esplora oltre duecento pellicole dell’archivio cinematografico armeno alla ricerca di un legame tra memoria familiare e patrimonio culturale nazionale. L’Armenia ha selezionato l’opera come propria candidatura nella categoria Miglior Film Internazionale per la 98ª edizione degli Academy Awards, confermando la crescente attenzione internazionale per il cinema del paese caucasico.
Accanto alla regista, al Bif&st 2026 sarà presente anche Diana Martirosyan, critico cinematografico e giornalista culturale armena, membro della giuria internazionale della sezione Meridiana. Nata a Yerevan nel 1990, Martirosyan appartiene alla nuova generazione di studiosi e osservatori del cinema armeno contemporaneo. Ha studiato giornalismo alla Russian-Armenian Slavonic University e successivamente ha compiuto studi cinematografici allo Yerevan State Institute of Theatre and Cinematography, uno dei principali centri di formazione del paese. Nel corso della sua carriera ha pubblicato interviste, saggi e recensioni in armeno, russo e inglese, occupandosi in particolare di cinema europeo contemporaneo e delle relazioni tra le cinematografie dell’Europa occidentale e quelle dell’Europa orientale e caucasica. Oltre all’attività giornalistica, è coinvolta nella programmazione e nell’organizzazione di festival, collaborando con il Golden Apricot Yerevan International Film Festival, la principale manifestazione cinematografica armena, e con ReAnimania International Animation Film Festival, dedicato al cinema d’animazione. Tra i suoi interessi di ricerca figura anche il cinema italiano, passione che l’ha portata a studiare la lingua e la storia della nostra cinematografia. Grazie a questo profilo internazionale — che unisce critica, ricerca e curatela culturale — Martirosyan è stata invitata negli ultimi anni a partecipare a giurie e panel di diversi festival cinematografici.
La doppia presenza armena al Bif&st riflette un momento di grande vitalità del cinema di quel paese, sempre più visibile nei circuiti internazionali grazie a un racconto che intreccia storia, diaspora e resistenza culturale. Bari, città di frontiera e crocevia del Mediterraneo, accoglie questa voce con la curiosità e l’apertura che da sempre caratterizzano il festival.
Dal Consolato Onorario della Repubblica d’Armenia a Bari è stata espressa soddisfazione per la partecipazione delle due connazionali alla manifestazione cinematografica. Il Console Onorario Dario Rupen Timurian e il suo staff hanno manifestato il piacere di poterle incontrare e accogliere ufficialmente in città, sottolineando come una comunicazione preventiva della loro presenza possa consentire al Consolato di organizzare per tempo un momento istituzionale di accoglienza.