''🎠Una notte di magia al Teatro Van Westerhout: il Sogno di Margot Theatre incanta Mola di Bari''
Portare in scena Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare significa confrontarsi con uno dei testi più amati e complessi del repertorio teatrale mondiale. Farlo riuscendo a restituirne insieme poesia, ironia e profondità è impresa tutt’altro che scontata. Eppure la compagnia Margot Theatre, con l’adattamento e la regia di Valentina Cognatti, centra l’obiettivo, regalando al pubblico del Teatro Van Westerhout di Mola di Bari, nella splendida serata del 21 febbraio 2026, un evento teatrale coinvolgente.
🌿 La foresta incantata prende vita
Fin dall’apertura, la platea viene simbolicamente trasformata in una foresta sospesa tra sogno e realtà. La scenografia immersiva firmata da Michelangelo Raponi avvolge lo spettatore tra rami, ombre e suggestioni visive che rendono il bosco non solo ambientazione, ma vero organismo pulsante. Qui si dissolvono i confini tra il mondo umano e quello fatato, tra razionalità e istinto.
Le musiche dal vivo al pianoforte di Sara Ferrandino e Federico De Antoni amplificano emozioni e contrasti, mentre i costumi fantastici di Fiorella Mezzetti contribuiscono a definire un universo visivo ricco e sorprendente
👑 Il mondo ducale e quello fatato
Il doppio registro, terreno e magico, trova equilibrio grazie a un efficace gioco di sdoppiamenti.
Alessandro Moser interpreta con autorevolezza Teseo, duca di Atene, e il suo alter ego sovrannaturale Oberon, re delle fate: due volti del potere, uno razionale e istituzionale, l’altro istintivo e capriccioso.
Serena Borelli è intensa e magnetica nei panni di Ippolita e soprattutto di Titania, regina delle fate, figura passionale e sensuale trascinata dall’incantesimo in un amore grottesco e surreale.
A incarnare il motore del caos è Luca Morciano, un Puck agile, ironico e ambiguo, perfettamente in bilico tra leggerezza e dispetto. È lui a innescare il vortice degli equivoci amorosi che travolge la scena.
💘 I quattro amanti: desiderio, gelosia e smarrimento
Nel cuore della narrazione si muovono i giovani ateniesi. Martina Grandin è un’Ermia determinata e vibrante e interpreta anche Tisbe nel teatro nel teatro, combattuta tra obbedienza e amore. Gabriel Durastanti è un Lisandro appassionato, e presta corpo anche al personaggio del Muro nella compagnia degli artigiani, inizialmente fedele e poi vittima dell’incantesimo. Andrea Carpiceci offre intensità a Demetrio, figura ambigua e oscillante, mentre Eleonora Mancini dà voce a un’Elena fragile ma combattiva, capace di attraversare umiliazione e desiderio con credibile trasporto emotivo.
Il loro intreccio – Ermia ama Lisandro, Elena ama Demetrio, Demetrio corteggia Ermia – esplode nel bosco sotto l’effetto della magia, generando duelli sfiorati, accuse reciproche e un crescendo di tensione che la regia orchestra con ritmo serrato.
🎠Il teatro nel teatro: poesia e comicità
Accanto alla dimensione lirica e romantica pulsa quella irresistibilmente comica degli artigiani-attori.
Cristiano Arsì domina la scena nei panni di Bottom e di Piramo, irresistibile nella trasformazione asinina e nella relazione surreale con Titania. Michelangelo Raponi interpreta il Leone, mentre Gabriel Durastanti, come già accennato, dà vita anche al Muro, contribuendo alla dimensione metateatrale.
Le prove sgangherate della compagnia e la messa in scena finale di Piramo e Tisbe custodiscono l’anima più scanzonata dell’opera: qui Shakespeare riflette sul teatro stesso, e la regia di Cognatti valorizza con intelligenza questa stratificazione, alternando comicità pura e sottile riflessione sull’illusione scenica.
Completano il cast Andrea Casanova Moroni, Antonella Civale, Lavinia Pompili, Alice Staccioli e lo stesso Michelangelo Raponi, contribuendo a rendere corale e dinamico l’impianto dello spettacolo.
✨ Una magia che parla al presente
Ciò che colpisce di questo allestimento è la capacità di restituire il Sogno come esperienza sensoriale e simbolica insieme. La magia non è semplice artificio, ma energia primordiale che muove desideri e capricci; il bosco diventa spazio dell’inconscio; l’amore si rivela forza destabilizzante e trasformativa.
Il finale, con le nozze che ricompongono l’ordine e il sorriso metateatrale degli artigiani, lascia nello spettatore quella sensazione sospesa che solo Shakespeare sa generare: e se fosse stato tutto un sogno?
Margot Theatre firma così uno spettacolo capace di unire eleganza e freschezza, fedeltà al testo e vitalità contemporanea. Una notte di teatro che conferma quanto il capolavoro shakespeariano continui, ancora oggi, a parlare con sorprendente attualità al nostro bisogno di meraviglia.
Recensione di Raffaella Cimmarusti e Rino Liuzzi
- Si ringrazia per la preziosissima collaborazione Raffaella Cimmarusti