Versi alla luna 2020: testi delle poesie vincitrici
a cura di Marina Bsile
Prosegue la presentazione delle poesie vincitrici del concorso “Versi alla luna 2020”, la manifestazione organizzata DAL Centro Polivalente di Cultura Gruppo Abeliano in collaborazione con la Commissione Culture del Comune, presieduta dal consigliere comunale Giuseppe Cascella e con le Associazioni riunite intorno al progetto oMaggio a Bari, ideato da Vito Signorile.
La seconda sezione, dedicata alla lingua italiana, ha visto cinque poesie vincitrici, classificatesi ex-aequo tutte al primo posto.
Le prime due liriche - “Illusione” di Stefania Lupelli, e “Il mare dentro” di Elisa Ferorelli – si sono contraddistinte per la forte carica emotiva di cui sono impregnate, una carica emotiva capace di invadere il lettore e di scavare all’interno del suo animo.
Sono versi nei quali si coglie il desiderio di crederci sempre, di crederci ancora, anche se spesso un’illusione tende a divenire una disillusione e il mare si dimostra un amante infedele.
Qui di seguito i testi delle due poesie.
Stefania Lupelli - ILLUSIONE
Come tramonta presto un’illusione
Quando si hanno mani maldestre per poterla toccare
Quando con fare inesperto ci si appresta – o almeno si tenta –
A trasformare in materia l’ineffabile volo Del pensiero,
che non più pago, Cerca nuovi approdi e nuove ali.
Come fa presto a tramontare un’illusione
Dopo che è cresciuta nei meandri più segreti dell’inconscio,
Alimentatasi di ciò che nel concreto non esiste
Allo scontrarsi con la più prosaica realtà
Cede e via via si sgretola, in frantumi
Perché non sa coesistere con ciò che esiste.
Come fa in fretta a fuggire un’illusione
Prende il largo su un traghetto senza nome
Mentre sulla terraferma c’è qualcuno che rincorre
Poi si ferma, troppo stanco, a prendere fiato,
Con le mani sulle ginocchia e gli occhi bassi
Perché il mare la distanzia già di tanto.
Come fa male fracassare un’illusione
Sugli scogli di un errore inaspettato
Passa un’onda e trascina tutti i resti
Di qualcosa che non ha mai avuto vita
E se guardi con il grado giusto di attenzione
L’illusione, mentre naufraga, sospira.
Cosa farei per non avere un’illusione
In ogni tasca di ogni singolo cappotto
E ritrovarne un’altra sulla scrivania
E guardarla con gli occhi di chi non ne può più.
Ad ogni angolo mi tendono un agguato
Ed io non sono pronta a calciarle via
Come un sasso che si trova sul cammino
Quando si è troppo concentrati per badarci.
Illusioni, illusioni mie, ho uno scrigno pieno di voi
Vi accalcate sulla soglia della mia testa:
Vi chiederei soltanto di andar via
Se soltanto sapessi come si fa.
Eppure io vivo di voi, solo di voi,
Ed è un errore cercare di forzarvi,
Di plasmarvi con forme che non avete,
Di farvi essere ciò che non siete.
Non è possibile discutere la genetica delle cose:
Voi siete impalpabili, di aria e pensieri.
La colpa è mia, che volevo farvi reali
Ben sapendo che l’illusione svanisce
Quando tocca questo mondo
Scavalcando le barriere dell’immaginazione
Perché, pur facendo l’esperienza del possibile,
È destinata a restare impossibile.
IL MARE DENTRO
Di Elisa Ferorelli
Il mare io
non lo divido con nessuno.
Son gelosa
degli aspri suoi pensieri
Sola vado da lui,
inquieto amante,
per poche ruvide,
sapide carezze.
Con gli occhi
solco il suo ventre
crespo ed infedele,
annuso il suo alito salmastro
e vado via,
portando dentro
il bagaglio fragoroso
del suo silenzio.
Fonte: Quotidiano di Bari