Nel primo anniversario della scomparsa del prof. Tatò donato suo libro al Prefetto della BAT
di Carlo Coppola
Lo scorso 6 ottobre è ricorso il primo anniversario della scomparsa del sen. Filomeno Biagio Tatò. Un anno è trascorso, ma il suo ricordo resta indelebile e nitido in quanti ne hanno apprezzato il rigore del pensiero, la misura nei toni e la fedeltà a un’idea precisa di servizio pubblico. Professore, parlamentare, uomo delle istituzioni, Tatò ha incarnato una politica fatta di studio, ascolto e perseveranza, lontana dal clamore e vicina ai bisogni del territorio.
Il suo nome resta legato a una conquista che ha cambiato il volto amministrativo della Puglia settentrionale: l’istituzione della Provincia di Barletta-Andria-Trani, resa possibile dalla legge di cui fu promotore. Dietro quel traguardo c’era una lunga stagione di rivendicazioni, di tenacia civile e di fiducia nell’identità di tre città e di un’intera comunità, che chiedevano di essere riconosciute nella propria autonomia.
A rinnovare questa memoria è da sempre la figlia dott.ssa Ilaria Tatò, medico, ingegnere e filosofa, da anni volto televisivo amato di importanti rubriche di approfondimento per Telenorba, che quest'oggi ha consegnato al Prefetto della Provincia, S. E. dott. Flavia Anania, un libro scritto dal padre, intitolato “La nascita della Provincia di Barletta-Andria-Trani: ricostruzione storica dell'iter legislativo a Palazzo Madama della sesta provincia pugliese” (a cura di Franco Di Pinto e pubblicato dalla casa editrice Rotas nel 2010), dedicato proprio alla genesi e all'effettiva nascita della Provincia BAT, oltre che al portato civile di questa lunga azione. L'opera che è ormai entrata nelle rare memorabilia su questo tema. L'iniziativa culminata l'11 giugno 2004 con la legge n. 148, divenne operativa l'8 giugno 2009, con le prime elezioni del consiglio provinciale tenutesi il 6 e 7 giugno 2009. Ad accompagnare la dott.ssa Tatò, il dott. Nardo Binetti, Segretario del Comitato di lotta per Barletta Provincia, testimone privilegiato di quella lunga stagione di impegno civile e istituzionale.
«Consegnare questo volume», ha scritto la Tatò sui suoi account social, «ha significato non soltanto ricordare l’opera politica di mio padre, ma anche rendere omaggio alla determinazione di quanti hanno creduto nell’identità e nell’autonomia del nostro territorio». E ancora: la storia di una comunità vive attraverso la memoria di chi ha contribuito a costruirla. Parole che raccontano l’orgoglio di una cittadina e, soprattutto, di una figlia.
Il gesto ha un valore che va oltre la dimensione familiare. Affidare quelle pagine al rappresentante dello Stato sul territorio significa consegnare alle istituzioni, e alle generazioni future, un tassello di storia locale scritto da chi la vicenda l’ha vissuta da protagonista. In tempi in cui la memoria rischia di sbiadire, è un invito a ricordare che le conquiste non nascono per caso, ma dal lavoro paziente di donne e uomini che hanno creduto in un progetto comune.
A un anno dalla sua scomparsa, resta il ricordo di un uomo gentile e rigoroso. E resta, scritta nella geografia amministrativa della nostra terra, la traccia del suo impegno.